Puntate
Angelino Alfano
In onda Domenica 13 novembre 2011
"Il mio dispiacere è per una sinistra che non cambia mai, io oggi lo dico con la massima sincerità: avrei gradito qualche dichiarazione del Pd in cui si dice che non ha vinto le elezioni e che si va al governo per una condizione di emergenza, ma non c'è nulla da festeggiare perché la crisi è ancora in campo". Comincia così il segretario del Pdl Angelino Alfano, ospite di Lucia Annunziata nella puntata di 'In mezz'ora' del 13 novembre 2011. L’intervista avviene poche ore prima che Alfano salga al Quirinale, ultimo dei segretari di partito che sarà consultato dal Capo dello Stato. Poi Giorgio Napolitano affiderà l’incarico per la formazione del nuovo governo a Mario Monti. Rispondendo alle domande di Lucia Annunziata, Alfano puntualizza i problemi sul tappeto.
Politici nel governo. “Monti ha detto che non ha preclusioni nei confronti dei politici nel governo. Siamo noi del Pdl ad avere alcune perplessità significative perché non vogliamo dare connotazione politica al governo".
Il futuro di Berlusconi. "E’ il leader del primo partito italiano, se si candidasse in questo momento farebbe da calamita a migliaia di voti. Che deve fare, andare ai giardinetti? No, farà il leader del Pdl e credo che si candidi ad organizzare la più grande area moderata del nostro Paese. Io penso che fino a quando gli elettori ti sostengono non hai il diritto di andare via, questo è il sale della democrazia".
La durata del nuovo governo. "Un governo non nasce con la scadenza come lo yogurt. Dobbiamo fare alcune cose importanti per stabilizzare la crisi economica e evitare che il paese sprofondi e al termine di questo percorso, che non va rallentato ma accelerato, è chiaro che bisogna andare al voto. Noi non consideriamo blindata la data del 2013 ma è collegata ad un programma e appena realizzato si tornerà alle urne".
Monti o il voto. “Se fallisce il tentativo Monti si va al voto".
Legge elettorale. "La legge elettorale non è tema di governo, ma del Parlamento o dei cittadini se la Corte Costituzionale dice sì al referendum".
Il futuro del Pdl ."Non siamo al nostro funerale sia chiaro, siamo all'antefatto del nostro rilancio".
Letta in squadra."Gianni Letta non vuole entrare" nell'eventuale governo guidato da Mario Monti. "E' lui che non vuole, perché per quanto mi riguarda ne farei condizione imprescindibile".
Il ministro della Giustizia. Deve essere "uno di buon senso ". "Come ho potuto dimostrare anche io quando ero ministro, il Guardasigilli non ha potere di influenze sulle inchieste. Se non lo considerassimo di buon senso ed equilibrato non daremmo la fiducia al governo".

